Dietro le quinte del progetto Train the Trainer con IRC

Il racconto del nostro progetto con IRC · Italian Resuscitation Council — dallo scripting alla post-produzione — per una serie di video-lezioni FAD dedicata alla formazione di istruttori BLSD per non sanitari.

Ci sono progetti che restano. Non perché siano i più grandi o i più lunghi, ma perché la posta in gioco è diversa dagli altri. Il progetto con IRC · Italian Resuscitation Council è stato uno di questi.

Quando ci hanno contattato, la richiesta era ambiziosa: realizzare una serie di video-lezioni in FAD per un percorso Train the Trainer dedicato alla formazione di nuovi istruttori BLSD per non sanitari. Non un corso per imparare le manovre di rianimazione: un percorso per imparare a insegnarle.

Una distinzione che cambia tutto. Il destinatario non è il soccorritore laico che vuole imparare la RCP. È il volontario già competente che deve acquisire metodo didattico — e soprattutto capire come motivare persone che pensano “non sono in grado” o “tocca a qualcun altro”.
La sfida era tecnica e motivazionale insieme, e il formato doveva essere all’altezza di entrambe.

Le fasi del nostro processo di lavoro.

Ascolto e analisi: capire prima di scrivere

Prima ancora di aprire un documento, abbiamo dedicato tempo all’ascolto. Incontri con i referenti scientifici di IRC per mappare gli obiettivi formativi, i profili dei futuri istruttori, le criticità ricorrenti nelle sessioni in presenza. Dove si perde la motivazione? Cosa deve saper fare un istruttore BLSD che un istruttore di qualsiasi altra disciplina non deve? Le risposte a queste domande non stanno in un brief: emergono dalle conversazioni.

Scripting: lo script non è una scaletta

La fase più lunga e spesso sottovalutata nella produzione di video formativi. Per ogni video abbiamo scritto uno script completo, un flusso narrativo preciso fin nel minimo dettaglio, in cui ogni concetto ha la sua collocazione, ogni passaggio motivazionale ha il suo respiro, e la grafica è già progettata in funzione di ciò che il docente sta dicendo. Abbiamo iterato con IRC su ogni bozza: revisioni sul lessico, sul tono, rigore scientifico da un lato, efficacia comunicativa dall’altro. Trovare l’equilibrio richiede tempo e tenacia.

Storyboard e costruzione grafica: ogni frame ha uno scopo

Con gli script approvati, siamo entrati nella fase di progettazione visiva. Per ogni video abbiamo costruito uno storyboard frame-per-frame: quali elementi grafici appaiono, in quale ordine, sincronizzati con quale parola del docente. Mappe concettuali, sequenze didattiche, indicatori motivazionali, schemi della catena della sopravvivenza, tutto progettato da zero, con un linguaggio grafico coerente pensato per la FAD sanitaria. Non ci sono elementi decorativi: ogni cosa che appare sullo schermo amplifica un concetto specifico.

Riprese in studio: il docente al centro, non sullo sfondo

Le riprese greenscreen in studio hanno richiesto una giornata intensa. Il gruppo di docenti preparati sui testi e consapevoli della struttura grafica che sarebbe emersa attorno a loro ha registrato tutti e 4 i video con continuità narrativa. La tecnica greenscreen non è solo una scelta estetica: permette di costruire un ambiente visivo che cambia con il contenuto, mantenendo il formatore sempre in primo piano, presente, umano.
È la differenza tra guardare uno schermo e ascoltare una persona.

Post-produzione e animazione: le grafiche prendono vita

La fase finale è quella in cui tutto si assembla — ed è quella che richiede la maggior parte del lavoro tecnico. Le animazioni timelapse vengono sincronizzate battuta per battuta con il parlato del docente. Ogni elemento grafico entra nella scena nel momento esatto in cui il concetto viene enunciato, non prima, non dopo. Il risultato è un flusso continuo in cui immagine e parola si rinforzano a vicenda, invece di competere per l’attenzione.
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I quattro video della serie

  • INTRODUZIONE – CAP. 1,
  • COME MOTIVARE – CAP. 2, 4 min.
  • LA MAPPA PER ALLESTIRE E CONDURRE LA STAZIONE DI ADDESTRAMENTO – CAP. 3, 20 min.
  • CONCLUSIONI – CAO. 4 – 3 min.

Cosa abbiamo imparato

Lavorare su un progetto Train the Trainer in ambito BLSD ci ha insegnato qualcosa che vale per tutti i contenuti formativi ad alto impatto: il formato non è neutro. La scelta di usare un docente reale invece di una voce su slide non è estetica — è didattica.
La scelta di sincronizzare le animazioni con il parlato invece di mostrarle come illustrazioni statiche non è tecnica — è cognitiva.
Ogni scelta di formato produce un effetto diverso su chi impara.

Nella formazione del primo soccorso, il contenuto più difficile da trasmettere non è tecnico: è il coraggio di alzarsi e agire. Un video formativo che non riesce a toccare quella dimensione ha fallito il suo scopo, indipendentemente da quante informazioni ha trasferito.

Il progetto con IRC ci ha permesso di spingere la nostra metodologia greenscreen + timelapse al suo punto di massima espressione per la FAD sanitaria. E il feedback ricevuto — da un’organizzazione che sulla formazione del primo soccorso non fa sconti — è stato la conferma migliore che la strada è quella giusta.

CREDITS

Scribing.it

  • Marco Lobietti, Ideazione e Production Design
  • Francesco Bomba, Storyboard
  • Davide Abbate, Grafica e animazioni timelapse
  • Gisella Gaspari, Riprese audio-video, regia, video editing
  • Alessandro Guatti, Riprese audio-video
  • Andrea De Angelis, allestimento tecnico, luci e green-screen
  • Registrazione presso COMBO – Teatro di posa

IRC -Italian Resuscitation Council 

Coordinamento progetto Boris Bujic
Docenti: Samantha Di Marco, Katya Ranzato, Andrea Scapigliati.

Un ringraziamento speciale a Miguel Gatti, Combo produzioni.

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